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maggio 30, 2016

Cosa sono i fattori di rischio Cardiovascolare

fattori

Il rischio cardiovascolare quantifica le probabilità di subire una malattia a carico del cuore o dei vasi sanguigni in base alla presenza o meno di determinati fattori di rischio. I fattori di rischio non sono da considerare le cause della malattia stessa, ma sono importantissimi indicatori della probabilità che questa possa comparire. La loro assenza non esclude la comparsa di una patologia a carico del cuore e dei vasi, ma la presenza di uno di essi, e ancor più la copresenza di più fattori di rischio legati tra loro, ne aumenta notevolmente il rischio di insorgenza. Il primo a parlare di fattori di rischio fu un cardiologo statunitense Tomas Royle Dawber che nel 1949 diede inizio al più importante studio osservazionale della storia della medicina condotto sulla popolazione di una intera cittadina nel Massachusetts. La cittadina si chiamava Framingham e diede il nome allo studio che condizionò e condiziona la medicina anche ai giorni nostri. Questo studio, confermato da molti altri condotti successivamente, giunse ad individuare una serie di fattori la cui presenza era correlata all’insorgenza di eventi cardiovascolari nei soggetti che venivano osservati per una serie di anni. Diverse condizioni possono favorire lo sviluppo delle malattie cardiovascolari. Alcune di queste, come l’età, non possono essere modificate. Altre, i fattori di rischio modificabili, possono essere corrette attraverso cambiamenti dello stile di vita o, quando questi non sono sufficienti, con l’assunzione di sostanze naturali ad azione terapeutica fino ad arrivare, nei casi più importanti, alla terapia farmacologica.

MALATTIE CARDIOVASCOLARI
Fattori di rischio NON MODIFICABILI Fattori di rischio MODIFICABILI
  • Età: il rischio aumenta con l’avanzare dell’età
  • Fumo: introduce sostanze nocive che, trasportate attraverso il sangue, provocano importanti alterazioni alle pareti dei vasi sanguigni.
  • Sesso: gli uomini sono più a rischio delle donne. Nelle donne aumenta dopo la menopausa
  • Alimentazione non corretta: se ipercalorica e troppo ricca di zuccheri o troppo ricca di grassi, l’alimentazione può favorire l’obesità e il grasso viscerale e portare a un quadro lipidico anomalo.
  • Famigliarità: parenti con malattie cardiovascolari
  •  Sedentarietà: favorisce l’accumulo di grassi e non allena il muscolo cardiaco al lavoro fisiologico dato dall’attività sportiva.
  • Ipertensione arteriosa: comunemente detta pressione alta, affatica il cuore costringendolo ad un super lavoro. Contribuisce ad alterare la permeabilità della parete dei vasi.
  • Colesterolemia elevata: elevati livelli di colesterolo e di trigliceridi favoriscono la formazione di placche di deposito sulle pareti arteriose riducendone il diametro e provocando la riduzione del flusso di sangue.
  • Diabete: favorisce l’eccesso di glucosio nel sangue che danneggia le pareti dei vasi.
I fattori di rischio non vanno considerati singolarmente, ma è necessario considerarli tutti insieme. La presenza di più fattori di rischio, anche se superiori solo di poco al limite della norma, aumenta anche di molto la probabilità di sviluppare negli anni una malattia a carico del cuore e dei vasi.

I fattori di rischio CV interagiscono fra loro e questo vuole dire che il rischio di avere morte per un infarto, aumenta notevolmente in presenza di due o più fattori di rischio, anche quando questi superino di poco i valori soglia. Questo ha portato negli anni recenti ad adottare il concetto di rischio cardiovascolare globale, che non tiene in considerazione il singolo fattore, ma bensì valuta insieme la presenza contemporanea di più fattori a livello differente.