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dicembre 3, 2016

La marsupioterapia

La  tecnica della marsupioterapia consiste nel creare un contatto pelle a pelle tra la mamma e il neonato che, per questo, viene fatto adagiare, con indosso solo il pannolino, sulla pancia e sul seno materno. Le ore previste di marsupioterapia in genere, coincidono con il momento della poppata. La neomamma deve indossare una camicia o un indumento che può essere sbottonato sul davanti, così da poter sistemare facilmente il piccolo sul suo grembo.
Gli ospedali che promuovono e praticano la marsupioterapia mettono a disposizione della mamma alcune comode poltroncine o sedie a dondolo: una volta seduta, la mamma mette il neonato sul proprio petto, coperto e sostenuto da un telo ripiegato in forma triangolare, annodato dietro le sue spalle. Questo telo ha la duplice funzione di evitare la dispersione di calore e di sorreggere il bambino, in modo da permettere al genitore di rilassarsi completamente. In questo modo il bebè può attaccarsi liberamente al seno della mamma. Quello che si crea è un legame intimo molto speciale.  La marsupioterapia è particolarmente indicata per i prematuri, cioè i bambini nati prima della 37a settimana di gravidanza, e per quelli nati molto sottopeso, cioè che pesano meno di un chilo e 500 grammi, a condizione che non vi siano seri problemi di respirazione, abbassamento di pressione o di saturazione (un problema di ossigenazione). Si cercano di allontanare le situazioni di stress che potrebbero, con il tempo, influire sullo sviluppo psicomotorio del bambino che, di conseguenza, potrebbe risultare più rallentato. Questo contatto molto ravvicinato permette di ricreare l’ambiente prenatale che ha caratterizzato la vita fetale. La voce, i movimenti e l’odore della mamma sono cose che il bimbo conosce, in grado di infondergli serenità. I piccoli che beneficiano di questo contatto acquisiscono più rapidamente le capacità che ancora mancano al neonato prematuro e cioè: regolare la temperatura corporea, respirare correttamente, equilibrare la pressione del sangue e il battito cardiaco. Si è inoltre evidenziato un aumento di peso dei bimbi prematuri sottoposti a questa tecnica, riducendo così anche i tempi di degenza in incubatrice fino a due settimane.

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