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maggio 24, 2017

La cefalea tra i bambini

La cefalea è  molto diffusa tra i bambini, soprattutto dai 12 anni in su. La causa principale è lo stile e il ritmo di vita dei ragazzi che fanno un uso smodato delle tecnologie, dormono poco e accumulano stress. Oltre la predisposizione, subentra l’ansia, lo stress, l’aspetto psico-emotivo.

Tutto ciò rende urgente implementare la ricerca di settore e di conseguenza rivedere le Linee guida per la diagnosi e la terapia della cefalea in età pediatrica, secondo criteri di Evidence Based Medicine. A confermare questa necessità è uno studio di prossima pubblicazione presentato per la prima volta al Congresso Italiano di Pediatria che ha coinvolto 11 centri italiani afferenti alla Società Italiana di Neurologia Pediatrica. Nello studio è stato utilizzato AGREE II, uno strumento epidemiologico standardizzato che valuta l’adeguatezza delle Linee guida, pertanto per la prima volta possiamo sostenere su base scientifica la necessità di questa revisione.

Prima di fare una diagnosi viene chiesto ai genitori di compilare un ‘diario del mal di testa’ per circa 3 mesi. Spesso infatti la cefalea si manifesta in maniera occasionale, in corrispondenza di una infezione delle vie aeree superiori o di un episodio banale febbrile. Se si tratta di eventi episodici utilizziamo una terapia di ‘attacco’, ma se la cefalea si presenta per almeno 4-5 giorni al mese con compromissione della vita quotidiana usiamo un approccio preventivo per evitare che il problema persista. È opportuno rivolgersi a un centro specialistico quando c’è familiarità, specialmente di forme aggressive e cronicizzate nei genitori, quando il disturbo è frequente e compromette la vita quotidiana.

La cefalea può essere ‘primaria’ se dalle indagini strumentali ad hoc non si sia individuata una causa organica del dolore, o secondaria se conseguente a cause come malattie, infezioni, traumi. Queste ultime ammontano a circa il 40-50% dei casi, ma quelle veramente pericolose sono intorno all’1-3% e vanno sottoposte al vaglio del centri specialistici. Esiste infine, anche se molto rara, la cefalea “insidiosa”, apparentemente benigna ma che nasconde patologie, difficile da diagnosticare, (l’esame del fondo oculare può essere uno strumento utile per scovarla).

Alcuni consigli utili per evitare la cefalea si presenti o peggiori: evitare quanto più possibile i fattori scatenanti la cefalea, quali dormire poco, avere stili di vita scorretti (fumo, alcol), abusare del’’uso di cellulari e pc. Prestare attenzione ai segnali di esordio precoce atipico, come torcicollo, dolori addominali. Se intercettati precocemente si può fare la diagnosi di cefalea e quindi migliorare la qualità della vita del bambino.
In caso di attacco acuto somministrare tempestivamente la terapia prescritta dal pediatra perché se si aspetta troppo il farmaco rischia di essere inefficace.

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