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dicembre 22, 2016

Dormire fa bene al corpo e alla mente

Dormire bene e a sufficienza è fondamentale per la nostra salute.

Innanzitutto è indispensabile per consolidare la memoria. Le sinapsi, ovvero le connessioni fra cellule cerebrali, vengono rimaneggiate e ciò è cruciale anche per i processi di apprendimento: dopo una notte ristoratrice le nostre performance sono migliori. Quando dobbiamo imparare qualcosa di nuovo, dormirci sopra fa davvero bene: il cervello di notte  quelle necessarie in modo da consolidare ciò che serve lasciando spazio per le nuove esperienze del giorno dopo. Dormire, inoltre, sembrerebbe servire a ripulire il cervello da vere tossine, oltre che da memorie inutili. Gli spazi fra le cellule cerebrali si dilatano del 60 per cento durante il sonno e questo consente di drenare sostanze tossiche per il cervello fra cui la proteina beta-amiloide, che si accumula con l’invecchiamento ed è anche connessa alla demenza di Alzheimer. Dormire meglio, quindi, significa invecchiare meglio. Questo non solo per gli effetti positivi sul cervello, ma anche per i benefici su tutto il resto dell’organismo. Durante il sonno per esempio sono prodotti ormoni che favoriscono la sazietà come la leptina: chi non dorme a sufficienza tende perciò a ingrassare e ad andare incontro più facilmente a patologie metaboliche e cardiovascolari, visto che un sonno inadeguato fa aumentare glicemia e pressione arteriosa. Inoltre, dormire bene aiuta anche chi deve fare i conti con un dolore cronico, perché ne riduce la percezione.

Dormire bene è anche essenziale per curare il dolore e una terapia cognitivo-comportamentale che miri a gestire il dolore ma migliori pure il sonno è risultata efficace nel ridurre i vari tipi di malessere. Spesso i medici non tengono conto dell’importanza di una buona qualità del sonno nei loro pazienti, invece il riposo dovrebbe essere sempre valutato e migliorato se necessario. C’è poi l’aspetto psicologico e più intimo legato al sonno, ovvero sia il sogno. Quest’attività misteriosa  che hanno più o meno tutti.  Il neonato, incapace nei primi mesi di fare sogni come i nostri non ha esperienze e ricordi, la fase REM di sogno, caratterizzata da sogni “primitivi” è più abbondante che in qualsiasi altro momento della vita. Si pensa che il sogno sia perciò connesso in qualche modo con la maturazione cerebrale e lo sviluppo delle sinapsi: una funzione che il sogno sembra avere anche nell’adulto.

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