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maggio 30, 2016

Colesterolo: un amico da tenere sotto controllo

colesterolo

I lipidi sono sostanze, dette comunemente grassi, presenti nell’alimentazione, che si trovano disciolte nel nostro sangue e nei nostri tessuti in misura variabile e sotto forma di diverse forme, soprattutto colesterolo, trigliceridi e lipoproteine. Il colesterolo è una sostanza fondamentale e fisiologicamente presente nel nostro organismo; è un costituente della membrana delle cellule dove, inglobato nel doppio strato fosfolipidico, concorre a mantenerne la fluidità. E’ indispensabile alla sintesi degli ormoni sessuali (a livello delle gonadi) e del cortisolo (a livello delle ghiandole surrenali) di cui è il precursore, dei sali biliari che costituiscono la bile, della vitamina D. L’assenza di colesterolo è incompatibile con la vita e questo è probabilmente il motivo per cui il nostro organismo è progettato per sintetizzarlo. La maggior parte del colesterolo, circa il 75%, viene prodotto nel fegato dagli epatociti partendo dagli acidi grassi introdotti con l’alimentazione, mentre il colesterolo necessario alle cellule del cervello viene sintetizzato prevalentemente in loco in quanto quello circolante non è in grado di superare una specifica barriera di sicurezza (barriera emato­encefalica). Solo una piccola quantità viene introdotta attraverso l’alimentazione. Anche i trigliceridi sono costruiti nel fegato e rappresentano un’importante fonte di energia per il nostro organismo; il loro livello nel sangue aumenta quando la nostra dieta è troppo ricca di grassi o carboidrati. Poiché i grassi non sono solubili in acqua, e quindi nemmeno nel sangue, il colesterolo e i trigliceridi prodotti nel fegato per raggiungere i vari distretti del corpo e i vari tessuti, si legano a apposite proteine che, essendo costituite da molecole di grassi e molecole proteiche, vengono dette lipoproteine il cui compito è quello di fungere da trasporto attraverso il flusso sanguigno. Esistono diversi tipi di lipoproteine che vengono distinte in base al loro contenuto di colesterolo e proteine: lipoproteine a bassissima densità (Very LowDensity­Lipoproteins, VLDL), lipoproteine a bassa densità (Low­Density­Lipoproteins, LDL), lipoproteine a media densità (Intermediate­DenityLipoporteins, IDL) e lipoproteine a alta densità (High­ Density­Lipoproteins, HDL). Maggiore sarà il contenuto di colesterolo e minore sarà la densità delle lipoproteine circolanti. La lipoproteine a bassa densità (LDL) sono le responsabili del trasporto del 60­80% del colesterolo ai tessuti o lo riportano al fegato, il colesterolo così trasportato si definisce colesterolo­LDL (cLDL). Le lipoproteine ad alta densità (HDL), hanno invece l’importante funzione di riportare il colesterolo, a sua volta definito cHDL, al fegato per essere catabolizzato ed escreto.

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La regolazione della biosintesi del colesterolo ha una grande importanza fisiologica per vari motivi; in primo luogo, come detto in precedenza, il colesterolo entra nel nostro organismo anche con l’alimentazione (circa 250­500mg/die), inoltre non esistono praticamente vie cataboliche di questa sostanza, che viene eliminata con le feci attraverso la conversione nei sali biliari che costituiscono la bile. Pertanto la sintesi di colesterolo deve essere finemente calibrata in modo da calibrare la quota perduta quotidianamente sotto forma di sali biliari (0.5g/die) non compensata dalla quantità assunta con gli alimenti. Tale regolazione si realizza a carico dell’enzima HMGCoA­reduttasi (idrossi­metil­coenzima A­reduttasi) la cui attività è inibita da concentrazioni elevate di colesterolo circolante. Oltre a questo, esiste un secondo livello di regolazione dell’attività dell’enzima che può esistere in forma attiva o inattiva per azione di una proteina stimolata da due importanti ormoni coinvolti nel metabolismo degli zuccheri: l’insulina (che attiva l’HMCoAreduttasi) e il glucagone (che l’inibisce). Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, questi sistemi di regolazione della sintesi di colesterolo, sono sufficienti a mantenere i livelli di colesterolo sotto controllo (140­200mg/100 mL di plasma). Ci sono tuttavia dei casi in cui tali meccanismi si rivelano inadeguati (diabete mellito, disordini del metabolismo lipidico­dislipidemie famigliari, malattie genetiche, eccessiva alimentazione) si verifica un accumulo più o meno grave di colesterolo nel sangue. E proprio questa particolare condizione che rappresenta uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare; in particolare l’ipercolesterolemia legata all’eccesso di cLDL in quanto vero responsabile della formazione delle placche lungo i vasi sanguigni, in particolare nei vasi coronarici, quelli da cui dipende il buon funzionamento del nostro cuore. Questa sua particolare peculiarità ha fatto si che venisse definito “colesterolo cattivo”, per differenziarlo dal compagno legato alle proteine ad alta densità, le HDL, definito “colesterolo buono”. Le HDL sono infatti lipoproteine con il compito di raccogliere il colesterolo in eccesso dai tessuti periferici e portarlo al fegato per essere eliminato. Le HDL funzionano proprio come una sorta di “spazzino” delle arterie, ecco perché il colesterolo trasportato da loro (cHDL) è definito “buono”.

ALTERAZIONI LIPIDICHE NEL SANGUE

Valori desiderabili :

• Colesterolo Totale (CT) <200 mg/dl

• Colesterolo LDL (cLDL) <160 mg/dl

• Colesterolo HDL (cHDL) >40 mg/dl nei maschi e >50 mg/dl per le donne • Trigliceridi TG <150 mg/dl Valori soglia

• Trigliceridi (TG) < 150 mg/dl.

Valori soglia:

• Colesterolo Totale (CT) 200 – ­239 mg/dl

• Trigliceridi (TG) < 150 – ­199 mg/dl.

 IN PRESENZA DI DUE O PIU’ FATTORI DI RISCHIO IL VALORE DESIDERABILE DI cLDL PASSA A <130 MG/DL

Per quello che riguarda le proteine a bassissima densità, le (VLDL), queste sono le responsabili del trasporto dei trigliceridi (TG) nel sangue. Alti livelli di TG, a differenze di quello che accade con il colesterolo, non favoriscono direttamente la formazione della placca (ateroma), ma molto frequentemente chi è affetto da ipertrigliceridemia presenta anche livelli di colesterolo LDL elevati e bassi livelli di colesterolo HDL e sono più esposte al rischio di infarto, oltre che di sviluppare altre malattie: diabete e obesità.

Esempio

Immagina una città in cui il servizio raccolta rifiuti sia molto efficiente e perfettamente dimensionato alla popolazione e alla quantità di rifiuti da smaltire. Cosa vedi? …cassonetti sempre vuoti e strade libere da immondizia. Immagina ora la stessa città dopo che, nell’arco di diversi anni, si sia espansa in maniera significativa, ma la struttura per il servizio di nettezza urbana non sia cresciuta con lei e sia rimasta quella di prima, sottodimensionata. Cosa vedresti? …cassonetti ricolmi e strabordanti di rifiuti, immondizia accumulata lungo le strade. Bene questo è quello che ci accade quando ci troviamo di fronte ad cLDL aumentato e cHDL normale… il colesterolo si accumula lungo le nostre arterie. Immagina ora la stessa città, ma senza che nel tempo abbia subito espansione, stessa popolazione stessa quantità di rifiuti. L’unica cosa che è cambiata è che la struttura di nettezza urbana ha ridotto il personale e il servizio non è più giornaliero, ma settimanale. Cosa vedresti? …esattamente la stessa cosa! Cassonetti strabordanti e immondizia accumulata lungo le strade. Questo è il caso in cui ci troviamo a fare i conti con un cLDL vicino alla normalità, ma con valori di cHDL bassi. Nell’uno e nell’altro caso nel tempo il colesterolo si accumulerà lungo le nostre arterie provocando la formazione di placche via via sempre più grandi fino a diventare le responsabili di eventi veramente infausti.

L’esempio appena fatto ci permette di comprendere meglio il motivo per cui la suddivisone in colesterolo cattivo e colesterolo buono, pur ancora in maniera grossolana, è indispensabile per la valutazione complessiva del nostro profilo lipidico, perché la stessa colesterolemia totale può essere a basso o alto contenuto di cLDL e a basso o alto contenuto di cHDL. Per capire ancora meglio questo concetto prendiamo la situazione di una persona obesa. Tipicamente gli obesi hanno un colesterolo totale “soddisfacente” intorno i 230mg/dl, in quanto questi 30mg in più sembrerebbero l’ultimo dei loro problemi. In realtà questi soggetti hanno anche una bassissima quota di cHDL (meno di 30 mg/dl) con un rapporto colesterolo totale (CT)/ colesterolo HDL pessimo. Questo si traduce in un elevato rischio di sviluppare malattie cardiache e vascolari.

Alcuni laboratori si limitano a rilevare la concentrazione plasmatica di colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi, calcolando poi il colesteroloLDL attraverso la semplice formula di Friedwald:

Colesterolo LDL = colesterolo totale ­ (colesterolo HDL + (trigliceridemia/5))

Se il vostro laboratorio non vi ha fornito l’esatto valore di colesterolo LDL, potete conoscerlo in pochi istanti utilizzando il nostro modulo di calcolo. Tale dato sarà però attendibile al 100% soltanto se la concentrazione plasmatica di trigliceridi è inferiore a 300 mg/dl.

Tieni in considerazione che, se è vero che alti livelli di colesterolo buono, proteggono le nostre arterie, è altrettanto vero il contrario: basi livelli di cHDL sembrano esporci ad un aumento del rischio. L’aumento oltre al valore consigliato anche solo di 1 mg/dl di cLDL aumenta il rischio cardiovascolare dell’1%, mentre l’aumento di 1 mg/dl di cHDL ha dimostrato di ridurre a 10 anni del 3% il rischio cardiovascolare.